E' un tema da sempre ed è il titolo di un commento a Dante, nella "Divina commedia".
La situazione politica e religiosa del tempo fa riferimento in particolare all'Italia, alla Toscana e alla realtà del potere religioso proprio del Papa e politico proprio dell'Imperatore: ma l'uno, il Papa, e l'altro, l'Imperatore, cercavano di possedere sia il potere politico che religioso.
La confusione, la non moralità, fa mettere Dante molti politici e religiosi all'Inferno e molti altri in Purgatorio; non sono ancora arrivato al Paradiso!
Le discordie civili e i mali che da esse scaturiscono hanno le loro ragioni nel temporalismo dei Papi e nella colpevole trascuratezza degli Imperatori, dimentichi dei loro doveri.
La drammaticità fa esplodere in un grido di preghiera: ( traduco !) " Signore ! Mi è lecito dire a Te che fosti crocifisso in terra: i tuoi occhi sono rivolti altrove? Non vedi? " ( Pur. VI, 118...)
Forse la situazione attuale è diversa all'interno della Chiesa ( religione ) ma non mi pare nella vita politica, in generale, ad ogni livello: perché manca la morale.
E la morale manca perché manca la Religione.
Ancora una volta mi rimane il grido di preghiera!
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