San Giuseppe: era un uomo come tutti, aveva il peccato originale cioè la possibilità di dire di no a Dio. Ha accettato la fatica di avere presente il Mistero prima in Maria e poi nel quotidiano. E Maria e Gesù erano l'oggetto del suo amore.
Non conosciamo alcuna delle sue parole, solo l'ubbidienza ai suggerimenti dell'Angelo della notte. Ma certamente saranno state parole forti e penso a volte irritate o deluse quanto avrà dovuto "intervenire" nel cammino verso Betlemme, alla venuta dei pastori, quando portò l'offerta per la Purificazione, alla venuta dei Magi, nella fuga e nel periodo di emigrato in Egitto, e poi al ritorno per sistemarsi nuovamente a Nazaret...
Possiamo pensare alla dolcezza delle sue parole a Maria come sposo nella vita di una cogniugalità casta; l'impegno al lavoro di operaio da fare imparare al Figlio del Mistero...
Lo penso nella dolcezza dell'abbandono alla morte nell'ultimo saluto a Maria e a Gesù in lacrime...
Giuseppe il falegname aveva questa preghiera:"...ogni giorno cerco di salire i gradini della scala che ho dentro il mio cuore e che mio conduce verso di Te, o Signore!"
Se vuoi leggi: "Giuseppe il falegname di Nazaret " di Giovanna Ferrante ed. Ancora
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