* E' il compito di tutti i cristiani: la fede è una fiaccola che guida le nostre azioni e illumina gli angoli bui dove l'umanità spesso viene abbandonata a sè stessa: è un messaggio di passione e di speranza quello che oggi ci ricorda la figura del " prete della forca " : san Giuseppe Cafasso...
*Dietro al suo soprannome c'è una vicenda umana intensa e un servizio appassionato vissuto tra la cattedra di " Teologia morale " e il "braccio della morte" accanto ai condannati. Giuseppe Cafasso era nato a Castelnuovo d'Asti nel 1811 e a 22 anni era già prete: per l'amico don Giovanni Bosco, don Cafasso era un modello di "vita sacerdotale", una testimonianza resa anche nell' insegnamento della morale a Torino...
* Una strada sulla quale lo aveva messo un moralista amico e lo vide per 24 anni dedicarsi alla formazione dei preti, ma portò avanti anche l'impegno della catechesi e dell'assistenza a lavoratori, giovani, famiglie, ai carcerati, soprattutto a quelli condannati a morte. Morì nel 1860.
= Quanti oggi, tra i battezzati, stiamo portando Gesù come fiaccola di perdono, di speranza di amore, condividendo la vita quotidiana in famiglia, al lavoro, nella vita sociale e politica?
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