"Nostalgia" : desiderio di persone, luoghi, cose cui si vorrebbe tornare, situazioni che si vorrebbe rivivere...
Mi sono stupito oggi quando, parlando semplicemente con chi, lavorando, mi stava preparando una chiave, mi sento dire: " ...che nostalgia ho dell'Oratorio di un tempo, quando ero un ragazzino!..."
E' la nostalgia di un luogo, persone e cose dove ti trovavi bene: un luogo sereno e protetto anche se il terreno per giocare era di terra...e fango, persone adulte che " ti davano un occhio" se avessi avuto bisogno a cominciare dal papà che, piccolo,mi accompagnava all'Oratorio...amici con i quali giocavi e litigavi e poi tornavi insieme a casa dopo avere magari pregato con il "prete dell'Oratorio...
In questi giorni avevo nostalgia di mio papà, nell'anniversario della sua morte; nostalgia della sua calma, del suo sorriso appena accennato, della sua ironia quando si parlava di politica...nostalgia della mamma : mi sono svegliato un pomeriggio chiedendomi dove fosse, come mai non era in casa...
A volte mi sorprendo ad avere nostalgia di 1/2 ora di silenzio in riva al mare quest'inverno, o del silenzio dentro le catene delle Dolomiti o da ragazzino in cima alla punta d'Arbora in Val Formazza, o anche del silenzio di questa chiesa a volte la sera...
e ancora di quella notte passata sul mare, da Piombino all'Elba, su un piccolo tre alberi
(sulla...barca eravamo solo in due per sentire il fruscio dell'acqua, nel silenzio,
e il marinaio...).
Nostalgia come ricordi, ricordi che vivi e senti ancora adesso dentro la bellezza della vita, e ti confortano nelle amarezze, a volte, del presente.
E tu cosa ricordi con nostalgia?
lunedì 7 novembre 2011
domenica 6 novembre 2011
" DAL LEGNO, REGNA !"
Il termine "re" è un po' senza importanza tra noi ormai, mentre quando è stata istituita la solennità liturgica di "Cristo Re" oltre che i re, erano di moda anche dittatori come Hitler e Mussolini in Italia e Germania, per non parlare del resto del mondo...
Ma Gesù è un Re che ha come trono il "legno della Croce" e da questo "legno" inizia sulla terra "il suo Regno di verità, di giustizia e di pace..." come recita il Prefazio della Messa di oggi in ambrosiano.
Sulla terra questo Regno avviene e si concretizza mediante la Chiesa: tutti quindi i battezzati sono responsabili e facciamo la Chiesa criticabile.
Questo è il punto: forse noi non sappiamo "regnare" partendo dalla Croce.
Significa fare della vita un dono alle persone che incontriamo, almeno di un saluto
a tutte le persone...della nostra scala, caseggiato...ma un saluto che sappia di condivisione cordiale...
Fare della vita un dono dedicando tempo, se appena possibile proprio per i poveri che bussano alle nostre parrocchie e,se fossimo"civili" ,alle nostre case
Fare della vita un dono con il nostro impegno politico: è ora di smettere di ripetere che la politica è sporca! ...si tratta di pulirla con una presenza, la tua ( io sono vecchio ormai...sono vecchio si...) che gridi alle ingiustizie, che tenga conto di tutti e di tutta la realtà e non solo del proprio ineresse, che faccia del potere un luogo per servire e non da mantenere con favoritismi di ogni genere...
Tutto questo un cattolico lo può imparare se sa sostare davanti al Tabernacolo dove Gesù continua a donare se stesso, ancora, sulla Croce.
Impariamo a farlo, amorosamente seduti ai piedi di Dio, Gesù, in croce.
Ma Gesù è un Re che ha come trono il "legno della Croce" e da questo "legno" inizia sulla terra "il suo Regno di verità, di giustizia e di pace..." come recita il Prefazio della Messa di oggi in ambrosiano.
Sulla terra questo Regno avviene e si concretizza mediante la Chiesa: tutti quindi i battezzati sono responsabili e facciamo la Chiesa criticabile.
Questo è il punto: forse noi non sappiamo "regnare" partendo dalla Croce.
Significa fare della vita un dono alle persone che incontriamo, almeno di un saluto
a tutte le persone...della nostra scala, caseggiato...ma un saluto che sappia di condivisione cordiale...
Fare della vita un dono dedicando tempo, se appena possibile proprio per i poveri che bussano alle nostre parrocchie e,se fossimo"civili" ,alle nostre case
Fare della vita un dono con il nostro impegno politico: è ora di smettere di ripetere che la politica è sporca! ...si tratta di pulirla con una presenza, la tua ( io sono vecchio ormai...sono vecchio si...) che gridi alle ingiustizie, che tenga conto di tutti e di tutta la realtà e non solo del proprio ineresse, che faccia del potere un luogo per servire e non da mantenere con favoritismi di ogni genere...
Tutto questo un cattolico lo può imparare se sa sostare davanti al Tabernacolo dove Gesù continua a donare se stesso, ancora, sulla Croce.
Impariamo a farlo, amorosamente seduti ai piedi di Dio, Gesù, in croce.
sabato 5 novembre 2011
CURIOSITA'
La curiosità, dopo averlo scorso su "Avvenire", mi ha mosso a ricercare il discorso di Scola, Arcivescovo di Milano, fatto ieri in Duomo per commemorare san Carlo.
Intanto non è così semplice e facile come i suoi fans mi vengono a dire: è ricco di citazioni bibliche che i suddetti non saprebbero nemmeno ricercare sulla Bibbia; questo discorso tuttavia è rivolto in particolare ai sacerdoti.
Il titolo è "Un solo corpo e un solo spirito".
L'ho letto così:
* un solo corpo nasce da un solo spirito: " Non si tratta di ricondurre all'unità le molteplicità di presenze...i membri della Chiesa non sono semplicemente uniti da un intento comune, ma condividono una comune esistenza..."
Cristiani, gruppi, movimenti aggiungo io quindi,non possono essere autonomi, ma come parte del tutto. E vedi che fatica si fa invece nella parrocchia!
* "per questo occorre una inesauribile disponibilità alla conversione..."
a lasciare cioè che il mio sguardo, il mio cuore, i giudizi che dò, le mie simpatie...la
mia libertà come capacità di scelta...vengano rivolti alla Verità vivente e personale
che è Gesù...
Da cosa si capisce che agisco così? Dal fatto che sono disponibile a lasciarmi interrogare dalla testimonianza degli altri in una esperienza ecclesiale vissuta con maggiore pienezza di quanto solitamente avvenga.
In soldoni: non giudico gli altri o la loro esperienza perchè è diversa dalla mia, ma proprio perchè vivo una comune esperienza , quella di essere un unico corpo,ascolto gli altri , mi confronto e se mi pare corretto per amore alla Verità, mi converto, cambio il mio modo di pensare e di vivere, anche!
Mi pare che Scola sottolinei che la comunione è prima, è data dalla nostra natura fatta a immagine della comunione che è Dio, e va resa evidente nella comunione vissuta nella Chiesa e quindi anche nella parrocchia...
Spero in un cammino comune, anche se io sono..."fuori" !
Intanto non è così semplice e facile come i suoi fans mi vengono a dire: è ricco di citazioni bibliche che i suddetti non saprebbero nemmeno ricercare sulla Bibbia; questo discorso tuttavia è rivolto in particolare ai sacerdoti.
Il titolo è "Un solo corpo e un solo spirito".
L'ho letto così:
* un solo corpo nasce da un solo spirito: " Non si tratta di ricondurre all'unità le molteplicità di presenze...i membri della Chiesa non sono semplicemente uniti da un intento comune, ma condividono una comune esistenza..."
Cristiani, gruppi, movimenti aggiungo io quindi,non possono essere autonomi, ma come parte del tutto. E vedi che fatica si fa invece nella parrocchia!
* "per questo occorre una inesauribile disponibilità alla conversione..."
a lasciare cioè che il mio sguardo, il mio cuore, i giudizi che dò, le mie simpatie...la
mia libertà come capacità di scelta...vengano rivolti alla Verità vivente e personale
che è Gesù...
Da cosa si capisce che agisco così? Dal fatto che sono disponibile a lasciarmi interrogare dalla testimonianza degli altri in una esperienza ecclesiale vissuta con maggiore pienezza di quanto solitamente avvenga.
In soldoni: non giudico gli altri o la loro esperienza perchè è diversa dalla mia, ma proprio perchè vivo una comune esperienza , quella di essere un unico corpo,ascolto gli altri , mi confronto e se mi pare corretto per amore alla Verità, mi converto, cambio il mio modo di pensare e di vivere, anche!
Mi pare che Scola sottolinei che la comunione è prima, è data dalla nostra natura fatta a immagine della comunione che è Dio, e va resa evidente nella comunione vissuta nella Chiesa e quindi anche nella parrocchia...
Spero in un cammino comune, anche se io sono..."fuori" !
venerdì 4 novembre 2011
E' MORTO A 46 ANNI
Si chiamava Carlo dei famiglia dei Borromeo.
Era nato nel 1538 ad Arona dove adesso c'è una grande statua: popolarmente
il "san Carlone".
Secondo l'usanza del tempo, che non condivido ma Dio scrive dove vuole , a 22 anni fu nominato cardinale e collaborò con la zio Papa Pio IV alla chiusura del Concilio di Trento; a 24 anni consacrato vescovo si trasferì a Milano.
Prese seriamente il suo ministero: è lungo elencare quanto abbia fatto per la gente , le parrocchie, istituì i seminari, fece visite pastorali dovunque e la Diocesi era più vasta di quella di adesso, passò per la città a curare e pregare per gli appestati, si oppose anche al potere politico quando voleva prevalere, vendette i suoi beni per aiutare chi concretamente che aveva bisogno...
Ma quale è stato l'origine di tutto questo?
E' stato riconoscere Gesù, che è Dio, presente nell' Eucaristia: lo pregava a lungo, intensamente; è stato l'amore a Gesù crocefisso che pregava tra le lacrime di pentimento
e con gemiti di dolore che, chi viveva nelle stanze accanto, sentiva nella notte...
Ricordo che quando ero a servizio nel così detto "seminarietto del Duomo" avevo avuto l'occasione di visitare, in Arcivescovado, la cappella dove san Carlo pregava: mi sembrava molto piccola e mi sembava di vedere le sue lacrime sul pavimento...!?!
Oggi capisco che deve crescere in me il desiderio di stare lì, davanti a tabernacolo,e dire semplicemente la mia presenza e il mio pentimento per gli errori
( i peccati,oggettivamente) della mia vita.
E prego anche per te.
Era nato nel 1538 ad Arona dove adesso c'è una grande statua: popolarmente
il "san Carlone".
Secondo l'usanza del tempo, che non condivido ma Dio scrive dove vuole , a 22 anni fu nominato cardinale e collaborò con la zio Papa Pio IV alla chiusura del Concilio di Trento; a 24 anni consacrato vescovo si trasferì a Milano.
Prese seriamente il suo ministero: è lungo elencare quanto abbia fatto per la gente , le parrocchie, istituì i seminari, fece visite pastorali dovunque e la Diocesi era più vasta di quella di adesso, passò per la città a curare e pregare per gli appestati, si oppose anche al potere politico quando voleva prevalere, vendette i suoi beni per aiutare chi concretamente che aveva bisogno...
Ma quale è stato l'origine di tutto questo?
E' stato riconoscere Gesù, che è Dio, presente nell' Eucaristia: lo pregava a lungo, intensamente; è stato l'amore a Gesù crocefisso che pregava tra le lacrime di pentimento
e con gemiti di dolore che, chi viveva nelle stanze accanto, sentiva nella notte...
Ricordo che quando ero a servizio nel così detto "seminarietto del Duomo" avevo avuto l'occasione di visitare, in Arcivescovado, la cappella dove san Carlo pregava: mi sembrava molto piccola e mi sembava di vedere le sue lacrime sul pavimento...!?!
Oggi capisco che deve crescere in me il desiderio di stare lì, davanti a tabernacolo,e dire semplicemente la mia presenza e il mio pentimento per gli errori
( i peccati,oggettivamente) della mia vita.
E prego anche per te.
giovedì 3 novembre 2011
JOHNNY
Forse qualcuno di voi si ricorderà.
E' un ragazzo ecuadoriano che ha cominciato a passare da noi, molto semplice e sembrava ingenuo, anche. Lavorava (aveva fatto un anno di Università in Ecuador ma si faceva fame per questo era venuto in Italia ) abitava in qualche pensioncina...pregava... domandava...( pochi lo fanno di quanti conosco, tutti sanno tutto..!)
Un giorno mi ha chiesto cosa doveva fare per diventare sacerdote.
Pensava di poter andare in Seminario qui a Milano; ha fatto qualche incontro al riguardo poi l'ho convinto ad andare a fare il sacerdote al suo paese.
Gli abbiamo fatto festa, raccolto qualche "lira" ed è partito.
Ci scriviamo: adesso con e-mail. Ogni mese gli mando qualche "Euro".
Non ti racconto tutta la storia di questi anni: tentativi diversi nel Seminario, in conventi, periodo di lavoro, di insegnamento...di studio ed esami riprendendo l'Università...
Ieri ho ricevuto un suo scritto, pieno di gioia, perchè dopo un anno di Seminario a Quito, ha ricevuto gli "ordini minori": un primo passo verso il sacerdozio!
In una foto..assomiglia quasi a me quando ero giovane!
Poi...il domani...non si sa...ma se diventa sacerdote spero di riuscire ad andare ad abbracciarlo.
Lo ricordo come esempio di semplicità, capacità di ascolto, fedeltà alla "chiamata"
nonostante le difficoltà.
Leggo spesso sulla situazione un po'...negativa sulla Chiesa oggi da noi...nel mondo...
Lui mi dà speranza, la certezza che il Signore chiama e c'è chi cerca di rispondere.
Anche tu spero! Anch'io.
E' un ragazzo ecuadoriano che ha cominciato a passare da noi, molto semplice e sembrava ingenuo, anche. Lavorava (aveva fatto un anno di Università in Ecuador ma si faceva fame per questo era venuto in Italia ) abitava in qualche pensioncina...pregava... domandava...( pochi lo fanno di quanti conosco, tutti sanno tutto..!)
Un giorno mi ha chiesto cosa doveva fare per diventare sacerdote.
Pensava di poter andare in Seminario qui a Milano; ha fatto qualche incontro al riguardo poi l'ho convinto ad andare a fare il sacerdote al suo paese.
Gli abbiamo fatto festa, raccolto qualche "lira" ed è partito.
Ci scriviamo: adesso con e-mail. Ogni mese gli mando qualche "Euro".
Non ti racconto tutta la storia di questi anni: tentativi diversi nel Seminario, in conventi, periodo di lavoro, di insegnamento...di studio ed esami riprendendo l'Università...
Ieri ho ricevuto un suo scritto, pieno di gioia, perchè dopo un anno di Seminario a Quito, ha ricevuto gli "ordini minori": un primo passo verso il sacerdozio!
In una foto..assomiglia quasi a me quando ero giovane!
Poi...il domani...non si sa...ma se diventa sacerdote spero di riuscire ad andare ad abbracciarlo.
Lo ricordo come esempio di semplicità, capacità di ascolto, fedeltà alla "chiamata"
nonostante le difficoltà.
Leggo spesso sulla situazione un po'...negativa sulla Chiesa oggi da noi...nel mondo...
Lui mi dà speranza, la certezza che il Signore chiama e c'è chi cerca di rispondere.
Anche tu spero! Anch'io.
mercoledì 2 novembre 2011
QUANDO VEDRO' IL TUO VOLTO
Si canta a volte: " ...che cosa resterà di me...?"
E ancora si prega:"...l'anima mia ha sete del Dio vivente, quando vedrò il Tuo volto...?"
Leggo: "...chi crede in Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e io lo risusciterò..."
Ecco:
la morte è un fatto certo anche se non so quando, come, dove...ma non è il termine della vita, perchè la vita è eterna come insegna Gesù che muore ma è risorto...
la morte è un giudizio su di me, sul mondo, sulla storia : se "le anime ( la vita ) dei giusti sono nelle mani di Dio..." ho vissuto per esser giusto davanti a Lui?
la morte è il concretizzarsi della speranza: vivo in attesa della Sua venuta, quando asciugherà le lacrime dai miei occhi e finalmente vedrò il Suo volto...
la morte che verrà darà la pace al mio cuore che a volte sente dire:
" beati...i poveri, i miti ,i puri di cuore , i misericordiosi, gli affamati e assetati di giustizia...e mi dico: "...ma quando Signore!?!"
la morte mi ricorda che c'è una presenza che mi accompagna, un Corpo dato e un Sangue sparso...in attesa del Suo abbraccio, come quello del Padre che attende e fa festa...
Sono certo che i mie cari genitori con le persone amiche con le quali ho fatto
un po' di strada su questa terra, misteriosa, meravigliosa e affascinante
(come ha scritto Papa Montini nel suo Testamento), adesso sono "nella dolce
casa per cui uno nasce" mi sorridono e mi attendono.
E ancora si prega:"...l'anima mia ha sete del Dio vivente, quando vedrò il Tuo volto...?"
Leggo: "...chi crede in Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e io lo risusciterò..."
Ecco:
la morte è un fatto certo anche se non so quando, come, dove...ma non è il termine della vita, perchè la vita è eterna come insegna Gesù che muore ma è risorto...
la morte è un giudizio su di me, sul mondo, sulla storia : se "le anime ( la vita ) dei giusti sono nelle mani di Dio..." ho vissuto per esser giusto davanti a Lui?
la morte è il concretizzarsi della speranza: vivo in attesa della Sua venuta, quando asciugherà le lacrime dai miei occhi e finalmente vedrò il Suo volto...
la morte che verrà darà la pace al mio cuore che a volte sente dire:
" beati...i poveri, i miti ,i puri di cuore , i misericordiosi, gli affamati e assetati di giustizia...e mi dico: "...ma quando Signore!?!"
la morte mi ricorda che c'è una presenza che mi accompagna, un Corpo dato e un Sangue sparso...in attesa del Suo abbraccio, come quello del Padre che attende e fa festa...
Sono certo che i mie cari genitori con le persone amiche con le quali ho fatto
un po' di strada su questa terra, misteriosa, meravigliosa e affascinante
(come ha scritto Papa Montini nel suo Testamento), adesso sono "nella dolce
casa per cui uno nasce" mi sorridono e mi attendono.
martedì 1 novembre 2011
UMANI
Mi è sempre sembrata astratta la parola "santo" applicata alle persone, quasi fossero fuori dalla normalità del mondo; ma poi nella lettura di oggi si ascoltava che sono molti 144.000 (numero simbolico nella letteratura biblica: multiplo di 12, multiplo di 3 che è il numero perfetto...) e sono quelli passati dalla "grande tribulazione" e purificati dal "sangue dell'Agnello".
Invece i santi sono figli dell'uomo, vivono la normalità e spesso nessuno si accorge, se non toccani i "potenti" del momento, passsano tra la nostra noncuranza che spesso acclama chi non lo merita e non chi ne è veramente meritevole.
"Più che sui libri, la santità passa in ombre d'amore per tutte le strade...vive negli ospedali e nelle carceri; si nasconde dietro un velo di suora e sotto il rossetto di una signora,brilla ad una ribalta di un teatro come vicino ad un letto di morte nelle ore della disperazione, è sul volto dell'operaio e del missionario, del galeotto e del martire..." scriveva don Primo Mazzolari.
Io ho questi miei santi preferiti: agli inizi della mia giovinezza san Giovanni Battista perchè è colui che indica Gesù dicendo "io devo sparire Lui deve crescere!" ; agli inizi del mio sacerdozio Charles de Foucauld che consapevole che "se c'è Dio merita tutto" , quando ne intuisce l'esistenza da tutto per lui e lo scopre nella povertà di Gesù a Nazaret, nella vita silenziosa dell'Eucaristia che porta come presenza al mondo mussulmano, e inquesti ultimi tempi Chiara Badano che muore a 19 anni di cancro invitanto i suoi genitori ad essere felici perchè lei sarà felice in cielo.
E... quali sono tuoi santi preferiti?
Invece i santi sono figli dell'uomo, vivono la normalità e spesso nessuno si accorge, se non toccani i "potenti" del momento, passsano tra la nostra noncuranza che spesso acclama chi non lo merita e non chi ne è veramente meritevole.
"Più che sui libri, la santità passa in ombre d'amore per tutte le strade...vive negli ospedali e nelle carceri; si nasconde dietro un velo di suora e sotto il rossetto di una signora,brilla ad una ribalta di un teatro come vicino ad un letto di morte nelle ore della disperazione, è sul volto dell'operaio e del missionario, del galeotto e del martire..." scriveva don Primo Mazzolari.
Io ho questi miei santi preferiti: agli inizi della mia giovinezza san Giovanni Battista perchè è colui che indica Gesù dicendo "io devo sparire Lui deve crescere!" ; agli inizi del mio sacerdozio Charles de Foucauld che consapevole che "se c'è Dio merita tutto" , quando ne intuisce l'esistenza da tutto per lui e lo scopre nella povertà di Gesù a Nazaret, nella vita silenziosa dell'Eucaristia che porta come presenza al mondo mussulmano, e inquesti ultimi tempi Chiara Badano che muore a 19 anni di cancro invitanto i suoi genitori ad essere felici perchè lei sarà felice in cielo.
E... quali sono tuoi santi preferiti?
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