Un mio amico missionario mi scrive evidenziando la problematica dei giovani come un suo "maestro" gli aveva proposto e insegnato anni fa agli inizi della "missione" . Allora come oggi, in Togo o da noi la tematica è sempre quella perché è la condizione dell'umano.
* Ho cominciato a cercare dentro di me, sforzandomi di conoscermi per scoprire me stesso; è la condizione per ritrovarmi con il mio prossimo e amarlo...
* In questo tempo, così denso e fosco di minacce, l'incontro e l'ascolto dell'altro sono sempre più arricchenti, per la nostra personalità, che i conflitti o le discussioni sterili per imporre il proprio punto di vista...
* Un vecchio saggio ricordava c'è la "mia" verità e la "tua" verità che non si incontreranno mai. "La" verità si trova al centro. Per avvicinarsi ciascuno deve liberarsi un po' della "sua" verità per fare un passo verso l'altro...
* La vita umana è come un grande albero ed ogni generazione è un giardiniere e un buon giardiniere non colui che sradica, ma colui che al momento giusto sa sfrondare i rami secchi e, se occorre, eseguire innesti utili. Tagliare l'albero significherebbe suicidarsi...Un albero per poter crescere ha bisogno di profonde e robuste radici...
Pensieri sul succedersi delle generazioni senza distruggere chi ci precede...
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