* Ho ritrovato un libretto, accanto ad altri, di Davide Turoldo, che certamente mi è stato amico, anche senza incontrarci se non casualmente, e al suo letto di morte, porta aperta dall'Amico, per sempre.
Ho letto questo suo " Canto dell'amicizia " scritto quando era a Sotto il Monte.
Ve ne siete andati, amici. Ora nuovamente solo conto i vostri passi
(prima insieme a scendere le scale, ad accomiatarci sul sagrato, più tardi possibile),
e poi solo a sentire i vostri motori, in corsa verso la pianura.
Solo, come ieri, come domani, come questa notte di luna
sul colle così famigliare e assente.
E' mezzanotte, è l'una, per me è sempre mezzanotte
è sempre l'una e le due e poi l'alba.
Solo, per i secoli dei secoli. Amen
Tale è il mio sacerdozio, pur felice che torniate amici.
Purché torniate e domani e dopo domani,
o amici.
Mi sento molto in sintonia, da sempre e in questi ultimi tempi, sempre più ultimi.
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