*E' il titolo di un volumetto di Sinjaskij un autore russo processato e condannato ai lavori forzati. Dal 1973 torna libero e in Europa pubblica anche molti pensieri scritti nel lager. Ai tempi della mia "giovinezza" è stato tra i primi pubblicati dalla Jaca Book.
Ho ripescato alcuni pensieri:
+ La morte separa l'anima dal corpo e il macellaio la carne dall'osso. Per l'una cosa e per l'altra l'operazione è dolorosa. Ma solo in questo è la liberazione.
+ Il Signore mi preferisce. Signore, lo vedi. Sono brillo...
+ La morte è buona perché dà ad ognuno il proprio posto.
+ Non bisogna credere per tradizione, per paura della morte, oppure per mettere le mani avanti. O perché c'è qualcuno che incute timore, o per salvarsi la faccia, o fare l'originale.
Bisogna credere per la semplice ragione che Dio esiste.
Altri pensieri magari un altra volta.
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